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V-DAY & ANTIPOLITICA
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"Adoro i partiti politici: sono gli unici luoghi rimasti dove la gente non parla di politica" (Oscar Wilde)

 13.10.2007 - Anche a Caltanissetta il Vaffanculo Day – organizzato da me e da altre amiche e amici dei Grilli Nisseni – ha ottenuto uno strepitoso successo: in poche ore abbiamo raccolto ed autenticato ben 1000 firme di cittadine e cittadini indignati che vogliono cacciare dal Parlamento i 25 condannati e pregiudicati che attualmente vi risiedono.

Ho messo on-line alcune foto (clicca qui per vederle) di quella meravigliosa giornata di impegno civile e politico; su YouTube, inoltre, potete guardare l’ottimo video (con una mia “intervista di strada” ad un simpatico signore che ha firmato per la campagna “Parlamento Pulito”) realizzato dai Grilli Nisseni. Un video che, evidentemente, non è passato inosservato da parte di Beppe Grillo che lo ha pubblicato sul suo noto blog in homepage, lo scorso 30 settembre, nel post “Su la testa!".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Proprio in quei giorni dai Tg e dai quotidiani veniva data ampia eco alle feroci accuse dei politici della solita nomenklatura di destra e di sinistra contro Beppe Grillo e la sua campagna Parlamento Pulito. Un fuoco incrociato che accusa di “antipolitica” il comico genovese e tutte quelle centinaia di migliaia di giovani che condividiamo le sue battaglie...

Una raffica di improperi che – come accade quando la Casta si sente fortemente minacciata – accomuna trasversalmente i due schieramenti, senza dare nemmeno un spazio risicato per il diritto di replica all’accusato. Tutti a dire che questa politica, la loro politica, è cosa buona e giusta e che i cattivi sono qui liberi cittadini che vorrebbero cacciare i condannati ed i pregiudicati dal Parlamento...

Certo, dall’on. Casini e dall’UdC (che in Sicilia è il partito che più d’ogni altro si sforza a candidare e far eleggere condannati ed inquisiti per mafia, amici degli amici ed esponenti del malaffare in genere), non ci si poteva aspettare qualcosa di diverso. Idem per quei politici del cosiddetto centrosinistra che, in fatto di attenzione alla questione morale e di pratiche politiche sporche, sono ormai perfettamente sovrapponibili ed interscambiabili con i loro colleghi berlusconiani e cuffariani, verso i quali fanno finta di essere contrapposti e diversi...

Mi hanno deluso, invece, alcuni giornalisti che stimavo essere obiettivi e liberi, ed anche il Capo dello Stato, che invece di plaudire e sostenere questo “germe” di rinascita civile e di impegno politico in tantissimi giovani, ha anche lui sollevato lo spauracchio – infondato – del qualunquismo e dell’antipolitica.

Già, l’antipolitica, la nuova parola che ogni uomo di partito – dal galoppino al consigliere comunale all’assessore regionale al deputato nazionale – ha subito imparato a mettere dentro ogni discorso, quasi una parola d’ordine per esorcizzare lo spettro della “contestazione” dei “grillino” che osano chiedere pulizia e onestà anche in politica!

Mi domando, come si fa a definire “antipolitica” l’azione dei cittadini che presentano una “proposta di legge di iniziativa popolare” ai sensi dell’articolo 71 della Costituzione? E’ mai possibile definirla “antipolitica”? Cosa c’è di antipolitico nel:

  • elaborare una proposta di legge che rende ineleggibili alla carica di Deputati o Senatori coloro che sono stati condannati in via definitiva per gravi reati (mafia, corruzione, ecc.);
  • depositare tale proposta presso la cancelleria della Suprema Corde di Cassazione e darne notizia sulla Gazzetta Ufficiale;
  • raccogliere le firme di almeno 50 mila elettori (con il V-day in un sol giorno ne abbiamo raccolte oltre 300mila!) su moduli vidimati dalle Corti di Appello o dai Comuni;
  • autenticare, davanti un pubblico ufficiale (notaio, cancelliere, dipendente pubblico, consigliere comunale, provinciale ecc.) le firme dei sottoscrittori;
  • allegare alla raccolta di firme i certificati elettorali di tutti gli elettori sottoscrittori;
  • quindi presentare il progetto di legge al Presidente di una delle due Camere che le verifica ed accertare la regolarità della richiesta;
  • attendere che le Camere vaglino la proposta e si esprimino per la sua approvazione o bocciatura.

E’ un’azione politica pura, un esempio classico di democrazia diretta fondamentale che, al pari del referendum abrogativo, la Costituzione ha espressamente previsto ("Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli") come strumento in mano ai cittadini e non ai partiti od ai parlamentari.

A questi piccoli e mediocri politici, che hanno terrore dei cittadini che promuovono una proposta di legge perché stufi dei loro malcostumi, posso solo ricordare le parole di un grande della Politica: “La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democraticoEnrico Berlinguer.


Ecco il video del V-day a Caltanissetta

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