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I SINDACI... DE-CADUTI
Fatti & Misfatti
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 Cronaca del corteo-flop di Forza Italia e dei 1.000 euro impiegati dal Sindaco per “esigenze straordinarie”

30.11.2007 – Domenica 18 novembre si è svolto a San Cataldo il corteo contro l’ATO rifiuti CL1, organizzato dal Sindaco Giuseppe Di Forti. Anche io sono sceso in piazza per vedere questa manifestazione, preannunciata e pubblicizzata con un rilevante dispendio di energie e risorse: migliaia di volantini in carta intestata del Comune, decine di manifesti, megafonaggio capillare nei giorni precedenti con un’auto che scorrazzava in paese, ecc. Tutto un ambaradan tipico delle manifestazioni politiche.. ed infatti così è stato: non si è trattato di una manifestazione cittadina “istituzionale”, ma di una (legittima!) manifestazione di partito.

 Già la scelta del luogo del raduno non è stata particolarmente geniale: il gazebo allestito da Forza Italia in piazza Papa Giovanni XXIII per la raccolta delle firme contro il Governo Prodi e le elezioni anticipate...

Poco azzeccata anche la scelta di mettere a capo del corteo due parlamentari berlusconiani: l’onnipresente on. Alessandro Pagano (ormai ci siamo abituati a ritrovarcelo dappertutto, anche ad una festa di compleanno) e l’on. Filippo Misuraca.

Sono entrambe autorità politiche – mi si obietterà. Ma anche la scelta di far portare lo striscione di “apertura” del corteo a due consiglieri comunali sempre di FI è - come dire - una strana coincidenza. Se poi si considera che la maggior parte dei partecipanti alla manifestazione era composta da altri consiglieri comunali ed assessori del centrodestra e dagli accoliti vari di Forza Italia, si è costretti a dubitare della natura non partitica del corteo.

“Corteo”, però, è un termine che mal si addice ad una sfilata di politici seguit a da... una novantina di persone! Come testimoniano le foto che ho realizzato, il piazzale degli Eroi – punto d’arrivo del “corteo” – si presentava desolatamente vuoto: è possibile contare circa 90 persone; ma se aggiungiamo il parterre delle autorità, gli altri Sindaci (pure di centrodestra) del Vallone (Bompensiere, Santa Caterina, Serradifalco, Mussomeli e Vallelunga, erroneamente scambiato per quello di Villalba da Di Forti con una simpatica gaffe) e la statua bronzea del monumento dei Caduti (sic!), forse arriviamo alla più “ragguardevole” cifra di 100 partecipanti. Anche in questo caso non pare felice la scelta del luogo del comizio finale – il monumento dei Caduti appunto – che certo non evoca (senza mancare di rispetto ai nostri poveri soldati mandati al fronte dalla scellerata politica dittatoriale di Mussolini) vittoriosi epiloghi...

Dopo questi cenni di “colore”, passiamo alla sostanza.

Anzitutto sarebbe grave se, come dicono i bene informati, il Sindaco e la Giunta – con apposita delibera (n.303/2007) pubblicata all’albo pretorio - avessero sprecato 1000 euro dei fondi pubblici per finanziare questa passerella di politici. In realtà la delibera parla in maniera stranamente generica di “spese per attività connesse ai propri compiti istituzionali...relativi all’ATO”. Ma se fossero stati realmente spesi in quel modo allora si tratterebbe di una scelta inopportuna, un gesto arrogante di chi ritiene di poter “comandare” ed usare mezzi e funzioni pubbliche secondo i propri interessi partitici e di immagine. Quei soldi sono dei cittadini e vanno spesi per finalità pubbliche! Considerata la suddetta bassissima affluenza all’evento, facendo un rapido calcolo il Comune avrebbe speso circa 10 euro per ogni persona partecipante... Sindaco “di nuova generazione” (come diceva lo slogan della campagna elettorale di Di Forti) ma – evidentemente – di... vecchi vizi.

Ma non è tutto! C’è un particolare gravissimo e che dovrebbe far indignare tutta la cittadinanza: questa somma è stata prelevata dal “fondo di riserva” del bilancio comunale. Si tratta di un fondo appositamente istituito per essere utilizzano nei casi in cui si verifichino “esigenze straordinarie” che non possono essere affrontate, dal punto di vista finanziario, in altro modo. Oltre il danno (alla collettività per questo modo di sciupare il danaro pubblico) anche la probabile beffa di vedere trattare una manifestazione sfacciatamente politica come un evento “straordinario” da finanziare (se venissero confermate quelle voci) con i fondo accantonati per le emergenze!

Nel merito, poi, il corteo è stato un altro e più sonoro flop di quello relativo alla partecipazione popolare. La chiamata alla “mobilitazione generale della Città” presupponeva una precisa e concreta strategia di intervento, con atti concreti e precisi, per la soluzione della complicatissima faccenda delle super-bollette ATO. Una strategia che Sindaco, Giunta, maggioranza consiliare comunale e deputazione locale avrebbero dovuto pianificare con accuratezza e, quindi, esporre alla cittadinanza.

Ed invece al “corteo” è andato di scena il vuoto programmatico, la vacua protesta, la politica dell’immagine che soppianta quella del fare e del contenuto: nella mezzoretta del soliloquio del Sindaco Di Forti, tra la silenziosa e rada “platea” che stava ad ascoltarlo, se ne sono sentite delle belle!

Siamo obbligati per legge ad aderire all’ATO” esordisce il nostro Sindaco, cadendo in palese contraddizione con quanto da lui stesso affermato nei volantini e manifesti: “Liberiamoci dell’ATO”. Se il Sindaco sa che l’adesione all’ATO è prevista ope legis ed è inderogabile, allora siamo costretti a pensare che quella del volantino sia stata solo una “sparata” populistica, una presa in giro dei cittadini chiamati alla mobilitazione per ottenere qualcosa che la legge non consente. Come direbbe il Trio Medusa delle Iene, “Questa è proprio una ca..., una vera cazza..., una grande, gigantesca, strepitosa cazza**”!

Ma non finisce qui: di fronte ai cittadini assetati di informazioni (pagare o non pagare le bollette? Aspettare i nuovi ruoli? Come sanare la situazione economica dell’ATO? Come abbassare gli importi della Tarsu per gli anni 2006 e 2007?), il Sindaco arriva a dire, seraficamente, che “è inutile parlare di soluzioni tecniche (sic!!), conta l’indirizzo!”.

Cosa? È inutile parlare di soluzioni tecniche? E di cosa altro si dovrebbe parlare in una manifestazione organizzata da 6 Sindaci soci dell’ATO?

Per il resto è stato il classico sciorinio di lamentele che il Sindaco ha solitamente profuso in ogni incontro pubblico sulla questione: “Non possiamo dimetterci dall’ATO”; “Abbiamo 1milione di euro di credito che l’ATO deve al Comune”; “La maggioranza delle quote azionarie sono del Comune di Caltanissetta e della Provincia, noi contiamo poco”; “Se il Comune dà soldi all’ATO creiamo un buco nelle finanze comunali che popi i cittadini dovranno pagare”; “I soldi dati all’ATO sono soldi a perdere” ecc.

Assisteva, tacendo (cosa strana vista l’indole del personaggio), l’on. Pagano forse dimentico delle responsabilità del Presidente della Regione on. Totò Cuffarodal 2001 Commissario (plenipotenziario) sull’emergenza rifiuti in Sicilia – e di quelle proprie, non solo nella qualità di deputato all’Ars ma anche e soprattutto di Assessore regionale (nel 2001 con delega al Bilancio e Finanze) membro della Giunta regionale dei Governi Cuffaro...

Ed invece sarebbe stato interessante sentire l’on. Pagano prendere un impegno pubblico, per esempio, affinché l'ente che ha istituito gli ATO (la Regione), provvedesse immediatamente alla compartecipazione finanziaria delle loro spese.

Forse i Sancataldesi hanno disertato il corteo proprio perché hanno ben chiaro che la responsabilità dell’attuale situazione è da addebitarsi ai ritardi ed alla malagestione del tandem Cuffaro-Pagano!

Dov’era l’on. Pagano quando molti sindaci denunciavano l’incapacità e l’irresponsabilità politica e tecnica del Governo Cuffaro nella gestione dei rifiuti, tanto da procurare in Sicilia una vera emergenza ambientale e sociale?

Risulta oltremodo patetico l’atteggiamento di personaggi politici nostrani che si improvvisano “paladini dei cittadini” quando in realtà sono essi stessi corresponsabili ed artefici della fallimentare e nefasta (non)gestione del problema rifiuti!

EB

 
 
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