20.03.2008 - Non si tratta di una parodia del film “The Man Without a Face” di Mel Gibson: parliamo del Sindaco Di Forti di San Cataldo, cittadina che - come noto - non si trova in America. Ma evidentemente non la pensa così il Sindaco, che non solo crede di stare nel lontano West ma – cosa più tragica – si sente anche uno sceriffo!
Lo scorso 28 febbraio mi trovavo in piazza quando, davanti Palazzo delle Spighe, si stava svolgendo un sit-in dei commercianti sancataldesi che protestavano contro le maxi-bollette e maxi-multe della tassa sulla pubblicità, recapitate a quasi tutti gli esercizi commerciali proprio in quei giorni.
Arriva il cameraman dell’emittente TCS, quindi il fotoreporter del quotidiano La Sicilia; e poi si avvicinano anche semplici curiosi, impiegati del comune e, poco dopo, anche il Sindaco Di Forti. Subito viene attorniato dai manifestanti che agitano le bollette e gli chiedono conto e ragione delle salatissime imposte comunali sulla pubblicità. Ma Di Forti - sempre sorridente col viso a favore di telecamera e con la giacca e cravatta bleu d’ordinanza – non si scompone e comincia pilatescamene a rispondere: “Il comune non può fare niente.... è colpa del privato...”.
Frattanto, col mio cellulare, comincio a fare qualche foto del rumoroso
sit-in. Il Sindaco si volta, mi vede e, con tono da piccolo podestà, mi intima: “Non voglio essere fotografato!”. “Non sto fotografando lei, fotografo la manifestazione!” rispondo. “Io non l’autorizzo!” ribatte con più veemenza, ma io insisto: “Macchè autorizzazione, in luogo pubblico io posso fotografare quello che voglio”. “Io non l’autoriiizzooooooooo!” mi ripete irritatissimo il primo cittadino; ed io replico: “Ma che stai dicendo? E chi sei lo sceriffo?”. “Basta... bastaaa.... saliamo nel mio ufficio!” e, con passo deciso da balilla, entra in municipio con al seguito i commercianti. Ora su questo sito i lettori possono vedere le foto del sit-in che ho fatto ma non la faccia del Sindaco: non c’ho “l’autorizzazione” e quindi, da cittadino ligio, mi astengo dal pubblicarla...
Cari concittadini e concittadine, il volto di Giuseppe Di Forti è un bene prezioso che non può essere fotografato, neppure nel più pubblico dei luoghi (davanti il municipio) e neppure se è quello del più pubblico degli uomini (il sindaco). O meglio, può essere fotografato solo se gli siete simpatici o se siete un cameraman o un fotografo ufficiale... Certo, la faccia del Sindaco l’abbiamo vista attaccata (spesso abusivamente!) su quasi tutti i muri disponibili della città durante le ultime elezioni. Ma quelle “le autorizzava”, anche se la legge le vieta...
Durante le elezioni di maggio 2007 Di Forti ha speso tanto in pubblicità proprio per far vedere il suo volto, ma ora che è Sindaco ed ha raggiunto lo scopo non gli garba più. Ora, forse, è diventato timido, schivo, riservato, elusivo. Adesso ci vuole “l’autorizzazione” per fotografarlo! La legge? Si è vero, non esiste alcuna autorizzazione: la tutela dell’immagine - infatti - non è prevista (legge 633/41) “quando la persona è nota o riveste un pubblico ufficio” oppure “quando i fatti sono pubblici o d’interesse pubblico”. “Ma come – ci si domanderà - la legge sulle affissioni elettorali viene violata dal primo cittadino e quella sulla libertà di documentare con la fotografia fatti pubblici non si applica”? Ebbene si: a San Cataldo la legge è lo sceriffo!
Ennio Bonfanti
P.S. Per quanti volessero approfondire la questione della tassa comunale sulla pubblicità, suggerisco di visitare il blog del consigliere comunale Giampiero Modaffari e leggere la sua interrogazione sull’argomento. In sostanza San Cataldo ora fa i conti con un altro encomiabile regalo dell’ex Sindaco Raimondo Torregrossa (ora candidato dal cognato, on. Pagano, a prendere il suo posto come deputato all’Ars), che ha immotivatamente affidato a privati (la società AIPA di Milano) il servizio di riscossione della tassa comunale sulla pubblicità: il 40% (!!) degli introiti va al privato, il resto al Comune. Recita una bellissima canzone di Franco Battiato: “Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere, di gente infame che non sa cos’è il pudore, si credono potenti e gli va bene; quello che fanno e tutto gli appartiene...”.
Un momento della protesta dei commercianti davanti al Municipio (foto di E. Bonfanti "non autorizzata" dal Sindaco)








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