17.05.2007 - Anche la democrazia produce i suoi rifiuti: a San Cataldo le urne elettorali usate per le amministrative finiscono... per strada! Come un rifiuto abbandonato, come carta straccia. Queste foto le ho scattate la sera del 15 maggio in viale Kennedy; ho chiamato i Carabinieri che hanno recuperato l'urna (che riportava i timbri della sezione elettorale e le firme dei componenti del seggio) per consegnarla al Comune. Poi altri cittadini mi hanno segnalato che altre urne si trovavano gettate vicino i cassonetti della spazzatura in altre vie...E' normale che materili elettorali finiscano nella spazzatura o si trovino gettati per strada? Se le urne diventano inservibili ed inutuilizzabili, che vengano smaltite almeno in maniera meno grossolana: portate la macero, bruciate, distrutte in maniera sicura e controllata.

BONFANTI (IDV): “TROPPE IRREGOLARITA’ E GRAVI CARENZE, LA LEGALITA’ E’ ANCORA UN MIRAGGIO”. MOMENTI DI TENSIONE AD UN SEGGIO CON L’INTERVENTO DI DIGOS E CARABINIERI
Un’urna elettorale di cartone, usata per le elezioni comunali di domenica e lunedì, con i timbri della sezione e lo stemma della Repubblica Italiana, si trovava abbandonata per strada in viale Kennedy a San Cataldo nella sera del 15 maggio. Ennio Bonfanti, candidato al consiglio comunale per l’Italia dei Valori, ha subito segnalato il caso ai Carabinieri che, constatato che l’urna al momento del sopralluogo era aperta e vuota, l’hanno recuperata e portata all’ufficio elettorale comunale. Successivamente, alcuni cittadini hanno segnalato all’esponente del Partito di Di Pietro la presenza di altre urne gettate vicino i cassonetti della spazzatura in altre vie della città.
“Posso comprendere che talune urne elettorali non possano essere riutilizzate e, quindi, vadano distrutte - dichiara Ennio Bonfanti - ma abbandonarle per strada francamente mi pare poco corretto e sicuro: cosa potrà mai pensare il cittadino-elettore che vede trattati così gli strumenti attraverso i quali esprime il proprio voto? E’ preoccupante che i servizi elettorali comunali agiscano con così poca attenzione: se vi sono urne da distruggere andrebbero raccolte e inviate al macero in maniera controllata, riservata e sicura, non gettate per strada come rifiuti domestici! Si tratta pur sempre di materiali elettorali delicati per i quali la pubblica amministrazione deve usare il massimo scrupolo”.
Ma Bonfanti denuncia altri fatti irregolari accaduti durante le elezioni: “Domenica 13 maggio, già dopo diverse ore dall’inizio delle operazioni di voto, in molti seggi sono stati portati nuovi registri degli elettori con dati e nominativi, evidentemente, diversi da quelli contenuti nei registri usati fino a quel momento. Perché – si domanda Bonfanti - sono stati cambiati gli elenchi degli elettori ad operazioni già iniziate? La legge (art. 16, del T.U. approvato con D.P.Reg. 20 agosto 1960, n. 3), prevede che nelle ore pomeridiane di sabato 12 maggio ovvero, al massimo, prima delle ore 6,00 di domenica 13 maggio il Sindaco avrebbe dovuto provvedere a far consegnare al presidente di ogni seggio la lista degli elettori della sezione, autenticata dalla Commissione elettorale. Si è trattato, quindi, di una palese ed ingiustificabile violazione della legge”.
“Oltremodo grave, inoltre, è stato il “picchettaggio” davanti il seggio della Scuola elementare S. Giuseppe ad opera dell’on. Alessandro Pagano – ricorda Bonfanti -: sia domenica 13 che lunedì 14 maggio l’on. Pagano ha effettuato propaganda elettorale davanti l’unico ingresso del seggio (mentre la legge vieta ogni azione di propaganda entro i 200 metri) in maniera scientifica ed organizzata, intercettando sistematicamente il passaggio (obbligato) degli elettori coi quali si intratteneva addirittura ringraziandoli per il voto ancora da esprimere! Una pressione psicologica intollerabile che ha costretto il sottoscritto e numerosi cittadini, indignati per questo comportamento, a chiedere l’intervento della DIGOS”.
Domenica pomeriggio, infatti, l’atteggiamento dell’on. Pagano ha creato momenti di tensione sfociati in una protesta nonviolenta: prima il candidato Sindaco Giampiero Modaffari ha chiesto – inascoltato - all’on. Pagano di lasciare in pace gli elettori; quindi Bonfanti ed altri cittadini si sono assiepati sulla gradinata del seggio attorniando l’on. Pagano, permettendo così agli elettori di raggiungere il seggio senza essere intercettati dallo stesso. Poco dopo il Comandate della Tenenza dei Carabinieri di San Cataldo, luogoten. Carmelo Zimarmani, ha ordinato lo sgombero della gradinata e l’allontanamento dei cittadini fra le vivaci proteste di chi aveva assistito (fotografandolo con i videofonini) al comportamento scorretto del deputato di FI. Anche lunedì mattina, nello stesso seggio e per gli stessi motivi, si è registrato un altro intervento delle Forze dell’Ordine: “Poiché l’on. Pagano continuava imperterrito a stazionare dinanzi l’ingresso del seggio allo scopo di intercettare ciascun elettore, ho chiesto nuovamente l’intervento dei Carabinieri – prosegue Bonfanti – i quali hanno formalmente diffidato il deputato ad allontanarsi perché recava intralcio al libe
ro afflusso degli elettori. Ma l’on. Pagano, con un atteggiamento sprezzante ed ai limiti dell’arroganza politica – si è più volte rifiutato di obbedire all’ordine del militare continuando nella scorretta azione di “pressing psicologico” sui cittadini che si recavano a votare”.
Ennio Bonfanti annuncia che su tutti gli episodi documentati (urne elettorali abbandonate, elenchi degli elettori e picchettaggio dell’on. Pagano) presenterà un esposto al Ministro dell’Interno, al Prefetto, al Questore ed alla Magistratura.








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