San Cataldo. Dopo un anno di giunta Di Forti, il bilancio di Ennio Bonfanti
"Promesse non mantenute, aumento delle tasse, una politica vecchio stile con logiche clientelari ed un’inadeguatezza culturale e politica di fondo sono alla base del pessimo risultato del primo anno di governo del Sindaco e della sua Giunta"
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Spese "allegre" e nomine fra "amici"
Si disse che Di Forti era un “tecnico” espressione della società civile, mentre si è rivelato perfetto esecutore di comandi partitocratrici e di lottizzazione, sfruttando appieno le troppe occasioni che la politica offre per assegnare posti, incarichi e “sottogoverno” ai più diligenti appartenenti al “partito-famiglia”. Si disse che Di Forti era un manager prestato alla politica, invece si è rivelato un formidabile e generoso “spargitore” di fondi pubblici per qualche spesa inutile (31mila euro per il “Nucleo di Valutazione”, istituito appositamente con a capo “casualmente” l’ex sindaco Torregrossa; 19mila euro ad un giornalista nominato come addetto stampa – incarico rifiutato solo dopo che il comitato Riprendiamoci la Città ne denunciò l’esistenza -; 2700 euro per un contestatissimo convegno “in difesa di Benedetto XVI” ecc.). Insomma, soldi pubblici usati spesso per “rimborsare” lealtà politiche o per spartire regalie fra gli “amici”.
Servizi agli anziani? "Vecchie" promesse da marinaio...
Per gli anziani Di Forti prometteva (nero su bianco sul suo programma elettorale) servizi di telesoccorso, potenziamento dell’assistenza domiciliare, maggiori fondi per la Casa di Ospitalità Pagano (i cui dipendenti – senza stipendio da oltre un anno! - subiscono una ormai intollerabile latitanza e menefreghismo del Comune), il servizio pasti a domicilio... Nulla di tutto ciò è stato fatto: promesse da marinaio! Altri servizi sociali promessi e caduti nel dimenticatoio: attività motorie per le persone non autosufficienti, supporto alle famiglie, attività extrascolastiche per i bambini, riunione trimestrale della commissione sul disagio giovanile (mai fatta!), servizi di inserimento al lavoro (evitando le raccomandazioni...) ecc.
Meno sanità, URP, cultura. Più tasse per tutti!
Anche nel settore della sanità pubblica il Sindaco Di Forti ha sonoramente sconfessato gli impegni presi: scomparso nel nulla l’annunciato incentivo per dismettere i serbatoi in amianto, così come non è stato nemmeno ideato nessun progetto di controllo del randagismo, rendendo sempre più grave la già totale violazione della legge regionale in materia che San Cataldo non applica sin dalla prima giunta Torregrossa. Di Forti aveva promesso una rete di servizi per la prima infanzia, ma l’ha cancellata dalle priorità della sua amministrazione; nel programma prometteva di “potenziare” l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune (obbligatorio da anni!): ebbene, l’ufficio non è ancora mai entrato in funzione, altro che potenziare... E che dire degli “spazi della cultura” che dovevano nascere in ogni quartiere (ci saremmo accontentati anche di uno solo in un anno di amministrazione!) o del potenziamento dei comitati di quartiere (realtà che sopravvive solo grazie al volontariato di cittadini sensibili)? Promesse dissoltesi come bolle di sapone. Come Berlusconi, inoltre, anche Di Forti in campagna elettorale promise “meno tasse per tutti”: peccato che recentemente il Sindaco se ne sia dimenticato, prevedendo l’aumento dell’ICI sulla seconda casa, dell’addizionale IRPEF e della TARSU (maggiorata fino al 430%!).
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