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SOCIETA' STRETTO DI MESSINA - COMMENTI, APPROFONDIMENTI E LINKS
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SOCIETA' STRETTO DI MESSINA
COMMENTI, APPROFONDIMENTI E LINKS
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Fin qui la lettera che ho inviato. Ora vorrei aggiungere anche le seguenti considerazioni.

 

 

 Dalle nostre parti la ''politica'' di Cuffaro & c. vive - oltre che del malaffare e del sostegno mafioso-clientelare - anche di simboli. Il ponte sullo Stretto lo è. Per quei ''politici'' poco importa se si fa, se costa un'enormità in termini economici ed ambientali, se è utile o meno. L'importante è ''prometterlo'' (come si fa da decenni per l'acqua potabile nelle case dei siciliani), continuare a far vivere - come dicono loro - ''il sogno del ponte''. E la ''Stretto di Messina spa'' è il pretesto per continuare a consentire a questi personaggi di parlare di questo sogno, del ''riscatto della Sicilia'', con tutto quel disgustoso bagaglio di retorica sicilianista, contro Roma depredatrice (un po' alla leghista..) ecc.

Mantenere in vita questa spa, inoltre, comporta anche un bel vantaggio immediato: quello di avere e a disposizione - comunque - un carrozzone per le solite azioni clientelari (la sede della società costa 20mila euro/mese di affitto; dipendenti che si moltiplicano - 85 nel 2005 e 102 nel 2006 - 19milioni di euro per gli stipendi del personale e 17milioni per i consulenti; 10 milioni di euro per bollette varie e utenze della società; ecc)...

Sulla vicenda Di Pietro-Stretto di Messina è intervenuto anche il WWF, che parla di danni erariali causati dall'avventata decisione dei senatori IdV:

 PONTE STRETTO: WWF "SI RISCHIANO DANNI ERARIALI PER VOTO SENATO"

"Il voto di ieri sull'emendamento al Dl fiscale collegato alla Finanziaria 2008, che proponeva lo scioglimento della Stretto di Messina SpA e dei rapporti negoziali, ci obbliga a segnalare che oltre al danno politico, il Governo in carica si troverà ad avere a che fare, più prosaicamente, con un danno erariale per i motivi esattamente opposti a quelli espressi dal ministro delle infrastrutture in carica". Lo scrive Enzo Venini, presidente del Wwf Italia, in una lunga lettera inviata al premier Romano Prodi e ai ministri Tommaso Padoa Schioppa (Economia), Antonio Di Pietro (Infrastrutture), Alessandro Bianchi (Trasporti), e Alfonso Pecoraro Scanio (Ambiente). "Per noi è inspiegabile - prosegue Venini -, che dopo mesi in cui il ministro Di Pietro ha sostenuto che per evitare contenziosi si sarebbe dovuti arrivare alla consegna del progetto definitivo, oggi lo stesso ministro sostenga pubblicamente che la parte pubblica rischia di dover pagare penali e risarcimenti per un valore di 4-500 milioni di euro". "In concreto - sottolinea il presidente del Wwf Italia -, bisogna capire perchè il ministro delle Infrastrutture arrivi a paventare un danno per le casse dello Stato dieci volte maggiore di quello da lui temuto sino a poco tempo fa e capire quali siano state le azioni intraprese da questo dicastero, in attuazione del programma di Governo, per evitare che lo Stato rischiasse di essere messo all'angolo dagli interessi privati". "Non si comprende chi altri, se non il ministro delle Infrastrutture, dovesse agire per contenere o evitare il contenzioso - prosegue Venini -. Infatti, il ministero delle Infrastrutture è il capofila nel Governo in carica in materia di infrastrutture strategiche, e a questi compete esercitare funzioni di coordinamento e indirizzo e svolgere le attività di supporto ai compiti di vigilanza del CIPE. Se ci si trova in questa situazione è perchè il ministro competente non ha sollecitato la concessionaria pubblica SdM SpA (partecipata interamente da aziende ed enti pubblici) ad uscire dall'eventuale inerzia - afferma ancora il presidente del Wwf -, né ha investito il CIPE del problema, passato un anno, almeno teoricamente, dal primo importante adempimento previsto dal rapporto negoziale relativo alla consegna del progetto definitivo" (ITALPRESS, 26.10.2007).


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