15.10.2007 – Il portale “Sicilia Parchi”, organo di informazione on-line dedicato alle risorse ambientali della Sicilia – ha pubblicato una mia intervista al termine del Campo antibracconaggio sull’isola di Cipro al quale ho preso parte. Di seguito il testo integrale.
E.B.
Nella foto : "Ennio Bonfanti con i resti di un piccolo falco morto dopo essere rimasto invischiato in una trappola (Foresta Nazionale di Paralimni, Cipro)"
"Ennio Bonfanti, ambientalista sancataldese ed esperto di tutela della fauna selvatica, è stato chiamato a partecipate al campo internazionale antibracconaggio sull’isola di Cipro, dal 21 settembre al 6 ottobre".
"Il campo è stato organizzato dall’ornitologa svizzera Edith Loosli ed ha visto la partecipazione di 5 volontari provenienti da vari paesi europei (Italia, Germania e Svizzera) per contrastare l’uccisione illegale degli uccelli nell’area di Capo Greco nella municipalità di Paralimni (costa sud orientale dell’Isola), importante area di sosta per i migratori dell’Europa centrale e dell’Est. La signora Loosli ha particolarmente apprezzato la collaborazione con Bonfanti per la sua esperienza nelle azioni di contrasto delle attività illecite a carico della fauna in Italia e nella conoscenza del diritto europeo in tema di conservazione della fauna. Per questi motivi la signora Loosli ha incaricato Ennio Bonfanti di redigere un rapporto contro il bracconaggio a Cipro da inviare al più presto al Commissario europeo all’Ambiente, Stavros Dimas, affinché la Commissione UE avvii una “procedura d’infrazione” contro la Repubblica di Cipro per le gravi violazioni della Direttiva 79/409/CEE sulla protezione degli uccelli".
- Bonfanti, quale è stata la situazione che avete trovato sull’Isola?
- Quale era la vostra attività antibracconaggio?
“Ogni giorno noi volontari abbiamo perlustrato ampie fette di territorio alla ricerca dei rametti intrisi di colla che, sistemati fra i rami di arbusti e cespugli, catturavano centinaia di uccelli in migrazione. Si tratta di un metodo di cattura semplice ma terribile: gli uccelli (capinere, averle, prispoloni, ecc.) cercano rifugio nei pochi cespugli di queste lande aride e rimangono invischiati alle zampe ed alla coda; dibattendosi per liberarsi si invischiano ulteriormente e rimangono incollati a testa in giù per ore, fino a quando non sopravviene la morte – tra atroci sofferenze e sotto il sole cocente – o il bracconiere. Ogni volta che trovavamo uccelli vivi nelle colle li abbiamo recuperati e, dopo una delicata pulitura delle penne invischiate, li abbiamo liberati. Abbiamo così salvato numerosissimi gruccioni, tre averle, una capinera, un prispolone, un pigliamosche ed anche un giovane barbagianni”.
- Quali altri sistemi illeciti di caccia avete scoperto?
- Ci sono stati scontri con i bracconieri ed i cacciatori locali?
- Il Governo cipriota e la Polizia locale vi hanno aiutati?
Qui sotto una carrellata di fotografie che ho realizzato durante il Campo a Cipro
Un gruccione morto intrappolato in un ramo con la colla
Un altro gruccione vittima del bracconaggio
Centinaia di bossoli e le confezioni di cartone delle munizioni sparsi ovunque nella campagna
Cartello di divieto di caccia... impallinato!
Ecco la fine di una delle migliaia di quaglie attirate coi richiami acustici notturni
Un giovane barbagianni salvato dalle trappole di colla








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